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29 maggio 2011
letteratura
soon this'll be someone else's dream

Con contrizione ammetto di aver cominciato a seguire American Idol solo dalla 9a stagione, perdendomi così gli otto anni in cui Paula Abdul dava di testa come un cavallo matto.

Per recuperare, si può leggere questo American Idol - The untold story, anche se non è così trash come il programma.

Leggendolo si hanno riconferme (Simon Cowell è davvero l'anticristo e nel programma c'è davvero poco di 'reale') ed inquietanti sorprese (il capitolo sulla fondamentalista cristiana che si aggira dietro le quinte), il tutto intorno ad uno spettacolo di musica fatto da gente che in realtà non si cura affatto della musica (Randy Jackson, il bassista di Zucchero, tanto per farsi un'idea, uno che comincia ogni frase dicendo "yo").

"American Idol prende alcune delle persone più instabili d'America, le cresce convincendole che i loro farneticanti sogni possano realizzarsi e poi infrange questi sogni nel modo peggiore possibile, davanti ad un pubblico di decine di milioni di persone".
Grande televisione, direi.
28 maggio 2011
musica
mis canciones son de la revolución

E finalmente, dopo ben quattro singoli, è arrivato Born this way, l'album di Lady Gaga.

Il primo singolo, Born this way, è obiettivamente un capolavoro, e talmente controverso che l'altra sera ad American Idol hanno evitato di cantare la strofa "no matter gay, straight or bi / lesbian, transgendered life / I'm on the right track baby / I was born to survive" (thanks, middle America); Judas è spudoratamente un rifacimento di Bad romance ma ha ugualmente innervosito i fondamentalisti cattolici (pontifex è un sito le cui farneticazioni mi mettono, non so perché, di buon umore per quanto sono allucinanti), che forse non hanno mai notato che il cristianesimo abbia una dimensione corporale che sarebbe teologicamente interessante recuperare; su Hair non c'è molto da dire; The edge of glory è, letteralmente, spettacolare.

Il resto del disco non è da meno. Al momento la mia favorita è Americano, che si apre con una citazione di Mambo italiano (e già solo questo la eleva di dieci spanne dal resto) e che è meglio di tutta la carriera di Jennifer Lopez. E pure Government hooker non è male.
13 maggio 2011
televisione
da vois - 3
Giunti alla terza puntata di The Voice, le cose dovrebbero diventare interessanti. Nello specifico ogni coach seleziona due dei suoi che fanno un 'duello' cantando insieme una canzone, poi il coach ne elimina uno – rendendo inspiegabile il fatto che lo abbia scelto la prima volta, no?

Anyway, la prima a scegliere è la strappona (che indossa un grazioso completo leopardato e che pare avere difficoltà a camminare sui tacchi) e seleziona le uniche due fanciulle di colore della sua squadra (così ne elimina almeno una? per rispettare lo stereotipo della musica black?), cui fa cantare Single ladies di Beyoncé (tanto per restare nello stereotipo) – prima però ha un sub-coach di talento ben più vasto del suo, la graziosa Sia, che non capisco perché si presti al tutto. Le due cantano – a proposito, “canzone” a The Voice è una cosa che dura 1 minuto e 40 secondi – poi la strappona seleziona la più cicciona fra le due che così avanza (pare inoltre che questa fosse stata espulsa anni fa da American Idol per via di una foto con le tette al vento – sì, si può essere espulsi da American Idol per via di una foto con le tette al vento).


E' il turno poi del tizio country (supportato da una tizia country) che sceglie le uniche due persone remotamente dotate di personalità interessante dello spettacolo, così se ne perde uno per strada: sono il gay mormone ed un texano biondino che probabilmente vincerà – e infatti passa il turno.


Jabba the hut ha una squadra di casi umani, e fra un tizio inquietante ed una ragazza con la voce squillante vince quest'ultima.

Quello dei Maroon 5 si fa aiutare dal “direttore musicale” dei Maroon 5 (evidentemente i Maroon 5 hanno bisogno di un “direttore musicale”) e sceglie non mi ricordo chi – o forse l'ho confuso con Jabba the hut.


E, se non ho capito male, dovrebbe andare avanti così per altre tre settimane...

4 maggio 2011
televisione
da vois - 1/2
Visto che ne parlavo qui, sarà il caso di commentare le prime due puntate del nuovo The voice, la risposta dell'NBC ad American Idol.

Il format (parle olandese - qui un esempio di "musica olandese") non prevede dei "giudici" ma degli "allenatori" (coaches) nelle persone di: un tizio country, che chiameremo "tizio country"; quello dei Maroon 5, che chiameremo "quello dei Maroon 5"; Christina Aguilera, che chiameremo "la strappona" e Cee Lo Green, che chiameremo "Jabba the hut".



Lo scopo delle prime puntate e' quello di formare 4 squadre per coach, per un totale di 32 aspiranti al titolo di "the Voice"; la cosa originale è che i provini sono fatti al buio, nel senso che i coach non vedono i cantanti ma si girano solo se sono interessati a loro (se si gira solo uno, il cantante è automaticamente nella sua squadra; se si girano in più di uno, è il cantante a scegliere; se non si gira nessuno, il cantante va a casa - anche se poi hanno fatto un giro di recupero).

La cosa delle audizioni al buio dovrebbe limitare, come non accade ad American Idol, la scelta di particolari "casi umani", ma i coach sono stati comunque capaci di selezionare figure un po' inquietanti (gente che è "cresciuta con le canzoni di Christina Aguilera", per intendersi. O, come ha notato quello dei Maroon 5, "con un pene").



La settimana prossima, ogni squadra sarà dimezzata, a giudizio insindacabile dei coah; poi si dovrebbe passare al 'televoto'.
24 marzo 2009
musica
anteprima eurofestival - 2
Dopo la prima anteprima, ho sentito le canzoni della seconda semifinale dell'Eurofestival. Di seguito, quelle da tenere d'occhio:

L'Irlanda fa una cosa con una tale Sinead Mulvey che non è insignificante come al solito.

La canzone della Danimarca è scritta da Ronan Keating e cantata da uno che canta come Ronan Keating. A qualcuno potrebbe anche piacere.

L'Ungheria tende ad arrivare spesso ultima, ma stavolta hanno speso un po' di soldi nel video e hanno fatto una cosa appena appena un po' trash che potrebbe piacere non solo a me, che ho un debole per queste cose:

Tra i paesi inverosimili che partecipano all'Eurofestival c'è certamente l'Azerbaijan (!) che quest'anno presenta tale Aysel che duetta con Arash, un po' inspiegalmente, visto che lui è un iraniano trapiantato in Svezia (ne parlavo qua). Ecco il video:

E la Grecia continua a non sbagliarne una...

Non l'avrei mai pensato, ma la Lituania non è male e anche l'Estonia pare intrigante.

Sono abbastanza convinto di aver trovato la canzone vincitrice, ad opera del fanciullo norvegese. Si chiama Alexander Rybak, un diciassettenne nato a Minsk (prima Russia, ora Bielorussia, cosa che lo potrebbe aiutare nel televoto) e in Norvegia da quando era bimbo. Suona il violino, scrive le sue canzoni, ha vinto l'American Idol locale e la canzone è notevole (e molto etnica). La performance, poi, è spettacolare:

(thanks to AcerBen!)
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