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10 maggio 2011
vita scolastica
ara paninari

(e i primi tre non hanno in testa un 'imbuto')

Oggi sono andato con la classe all'Ara pacis. La cosa è nata perché i fanciulli dovevano leggere un saggio a testa scelto da un elenco da me preparato per poi farne una relazione alla classe; l'inconveniente della cosa è che spesso scelgono in più persone lo stesso libro
(si solito sulla donna romana), per cui si rischia talora di annoiarsi. Quest'anno, invece, tre persone hanno scelto la biografia di Augusto di Spinosa e quindi siamo andati a vedere il massimo monumento della propaganda augustea ed i fanciulli hanno fatto una lezione che faceva un po' paura per quanto sono stati bravi (in generale quest'anno sono stati tutti piuttosto creativi, nel caso qualcuno voglia un PowerPoint su Nerone).

Ma, passati davanti ad Energie, ho dovuto spiegare cosa fossero i 'paninari'.

Alla fine abbiamo concluso che fossero gli antenati dei 'truzzi'.
26 gennaio 2011
letteratura
istrioni imperiali

Il sangue e il potere è una sorta di divertissement di Corrado Augias e Vladimiro Polchi che hanno scritto tre pieces teatrali (effettivamente rappresentate a Roma tra il 2005 ed il 2007) dedicati ad un immaginario "processo" a Giulio Cesare, Tiberio (su cui ho appena letto anche questo) e Nerone (già ben difeso da Massimo Fini, direi).

Ci sono dunque le arringhe della difesa e dell'accusa, nonché i testimoni (da Cleopatra a Britannico, da Livia ad Agrippina e non manca Seneca), mentre la sentenza finale è lasciata al lettore. Manca però la voce degli accusati e, divertissement per divertissement, la si poteva anche mettere...
1 gennaio 2011
letteratura
corpi del reato

Power and eroticism in imperial Rome di Caroline Vout è un libro un po' strano. Se non ho capito male, si propone di studiare i complessi rapporti tra il Potere della Roma imperiale e la vita sessuale degli imperatori, laddove questa si fa 'deviante' (perché omosessuale o extra-matrimoniale) e laddove il 'corpo' degli amati assume un ruolo importante.

Per far questo, si parla dell'Antinoo amato da Adriano (la parte più consistente del testo, con particolare attenzione alle sculture che lo rappresentano e che lo rendono il terzo personaggio antico più conservato nel marmo, con un centinaio di sculture di più o meno certa attribuzione), dei due eunuchi amati da Nerone (Sporo) e Domiziano (Earino - storia che ignoravo del tutto, e che è ben presentata da alcuni testi di Marziale, che si rivela ricchissimo di spunti, come sempre) e di Pantea, l'affascinante amante di Lucio Vero (di cui parla Luciano in due operette minori - parecchio minori, cosa che rende il capitolo un po' oscuro).

La cosa più intrigante resta non tanto il riferimento finale a Carlo e Camilla (!), quanto la scoperta che nel neopaganesimocontemporaneo esiste un culto dedicato ad Antinoo, inteso come, er, il "dio gay", il cui "tempio" non poteva che stare ad Hollywood...
28 dicembre 2010
letteratura
pacem sine dubio post haec...

... verum cruentam. Tacito, come al solito, riesce in poche frasi a presentare limpidamente il principato di Augusto, capace sì di portare una pace duratura, ma insanguinata.

Ad Ottaviano, poi Augusto, è dedicata una bella biografia di Antonio Spinosa (che già si era occupato di Cesare), ma a tratti si ha l'impressione che la vera protagonista sia la moglie, Livia Drusilla, la cui principale occupazione sembra essere quella di togliere di mezzo eventuali altri eredi della gens Iulia, in modo che alla fine Augusto non possa far altro che adottare un claudio, Tiberio, la cui dinastia ci offrirà sovrani notoriamente equilibrati tipo Caligola o Nerone. Consigliato a chi adora le trame di palazzo ed ama perdersi in alberi genealogici in cui tutti si chiamano 'giulio'. Adoro la storia romana.
18 giugno 2010
letteratura
hold 'em like they do in texas plays

Homosexuality in Greece and Rome di Thomas K. Hubbard (che insegna ad Austin, in Texas - l'ultimo posto al mondo in cui pensavo avessero un dipartimento di filologia classica) è un volumone che si propone di raccogliere quanto le fonti antiche dicono sul tema e di offrirne una traduzione in un inglese corrente e uniforme.

I difetti del lavoro sono nella scelta dei testi (un po' troppo
Platone, poco Marziale e Catullo, la parte romana nell'insieme più debole di quella greca etc. ), nella mancanza del testo a fronte (va bene che sono già quasi 600 pagine, ma quello della sessualità è un campo in cui la dimensione lessicale è essenziale) e nelle introduzioni dell'autore, non sempre molto convincenti (da dove poi gli venga la certezza, a p. 383, che il Satyricon di Petronio sia stato espressamente scritto per l'intrattenimento di Nerone non si sa).

Per il resto, è un'opera meritoria, e un buon testo di riferimento, con un discreto apparato iconografico (non pienamente sviluppato, però) e qualche riferimento all'epigrafia e alla papirologia.
21 gennaio 2010
letteratura
tacita muta


Come nota il buon
D'Anna nella postfazione, il libro XVI degli Annales di Tacito si apre con la morte di Agrippina e si chiude con quella di Ottavia, i due delitti che persino i più sfegatati apologisti non possono non attribuire a Nerone.

Alla povera Ottavia, sorella di Britannico e moglie infelice dell'imperatore, è dedicato il recente lavoro di Liliana Madeo che, sotto la copertura del romanzo storico, cerca di ricostruire la storia della fanciulla (senza mai farle pronunciare parola) e, meglio ancora, il contesto storico della Roma del I secolo, con particolare attenzione alla condizione femminile e con l'introduzione di figure inventate (come la pittrice Artemisia), che servono da spunto per più ampie riflessioni.

Peccato solo per l'escamotage del "principe azzurro", non molto felice e un po' alla Harmony, temo
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7 gennaio 2010
letteratura
e fosse stato il maggiordomo?

Una delle pagine più belle della letteratura latina è la scena della morte di Britannico, raccontata da Tacito nel XIII libro degli Annales, dove, in un misto di detto e non detto, uno ha la netta impressione che il responsabile sia stato l'enfant terrible Nerone.

In difesa dell'imperatore più criticato della storia (oddio, un Eliogabalo forse era peggio), c'è l'ormai classico testo di Massimo Fini, che cerca, non sempre con correttezza filologica, va detto, di smentire la fama di sanguinario di uno che, e su questo pure lui è d'accordo, ha fatto uccidere la madre (persona un filino invadente, lo ammetto) e la povera mogliettina, Ottavia. Impresa non facile, ma Fini ce la mette tutta e a tratti sembra convincente, anche se ogni tanto nn è proprio di buon gusto (come quando definisce il povero Petronio 'checca dispettosa e vendicativa'). Lettura comunque intrigante.
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