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gaze at the moon until I lose my senses

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28 maggio 2011
musica
on a plane to new york and another day

Il mio primo disco dei Pet Shop Boys fu, ovviamente, il loro primo disco, Please. Merito di cose come Suburbia e Paninaro.

Le canzoni erano 11 (10, considerata la reprise di Opportunities). Cominciava con Two divided by zero, che era un invito ad andarsene via e lasciare tutto. Poi c'era West end girls. E Opportunities. Poi Love comes quickly. E Suburbia. Il lato b del disco non aveva singoli, ma Tonight is forever, Violence, I want a lover, Later tonight e Why don't we live together.

Senza bisogno di risentirlo, sono 25 anni che lo so a memoria.

Tutto questo, detto meglio, sta qua.
30 dicembre 2009
musica
pet shop party


Per motivi a me ignoti, la EMI brasiliana (!) ha deciso di pubblicare una raccolta dei Pet Shop Boys
con brani che fanno da colonna sonora a diverse telenovelas (!!), cosa evidentemente più significativa di quanto uno possa pensare. Il tutto si chiama Party e sulla copertina promette il raro 10" mix di West End girls nonché il 7" originale di Paninaro (quello in cui Chris cita anche Versace e che io non ho) e una semplice Go west. Nei fatti, uno si ritrova con il solito 7" mix di West End girls e la solita Paninaro 95 MA la versione di Go west è in realtà la versione a 7" del 1992, mai pubblicata prima, a quanto mi risulta, cosa che dà senso a questa giornata. Lo si può ordinare qui e qui.
22 marzo 2009
musica
yes!
E' da quando avevo 14 anni che compro i dischi dei Pet Shop Boys (i primi furono il 12” di Suburbia e di Paninaro, ovviamente), passando gradualmente dal vinile al cd (il primo singolo nell'allora avveniristico formato fu It's a sin, poi vennero gli album) e per ognuno di loro ricordo il luogo e il momento preciso del primo ascolto (Behaviour nel 1990 a casa di un amico -  e poi l'edizione giapponese con la copertina di velluto bianco, a Parigi, Bilingual a Venezia nel '96, Release davanti alla SSISPop Art in Svizzera, ad esempio, fino all'avvento di iTunes, quando i brani in mp3 mi arrivano prima del supporto fisico, ordinato comunque, come nel caso di Fundamental).

Detto questo, è ovvio che l'uscita di Yes fosse da me attesa in paziente speranza, anche se è davvero tanto che i PSB non facevano un 'grande' album (ci sono stati, sparsi, dei brani notevoli – Integral, Drunk e altri – ma mai qualcosa che raggiungesse le vette del passato, forse perché invecchiati loro o perché invecchiato io – nel non notevole libro di Bajani c'è una bella osservazione, quando dice che le canzoni che ha imparato a memoria sono tutte precedenti ai suoi vent'anni).

Ora, non so se Yes è un 'grande album', ma, ai primi ascolti, ci sono due canzoni che vanno dritte al cuore. La prima si chiama More than a dream (per ora sta qua) è all'inizio non è granché ma quando arriva al ritornello esplode, letteralmente.

L'altra, The way it used to be, è a un passo dall'essere Being boring:

I'm here, you're there / Come closer, tonight I'm lonely
Come here with me / I want it the way it used to be

What is left of love? / Tell me, who would even care?
So much time has passed / I'd still meet you anywhere
Water under bridge / Evening after day
What is left of love / Here that didn't drift away?

I can remember days of sun / We knew our lives had just begun
We could do anything, we're fearless when we're young
Under the moon, address unknown / I can remember nights in Rome
I thought that love would last, a promise set in stone

I'd survive with only memories / If I could change the way I feel
But I want more than only memories / A human touch to make them real

Another day, another dream / Over the bridge an empty scene
We'd spend the weekend lost in bed and float upstream
I don't know why we moved away / Lost in the here and now we strayed
Into a New York zone, our promise was betrayed

I was there, caught on Tenth Avenue
You elsewhere with Culver City blues
Then and there I knew that I'd lost you

What is left of love? / Tell me, who will even care?
So much time has passed / I'd still meet you anywhere
Water under bridge / Evening after day
What is left of love / Here that didn't drift away?

Don't give me all your love and pain / Don't sell me New York in the rain
Let's leave our promises behind / Rewind and try again

What remains in time that didn't fade away?
Sometimes I need to see / The way it used to be
 
(sto diventando vecchio, lo sai che non mi va)
19 febbraio 2009
this is a song about boys and girls
Ed ecco l'esibizione dei Pet Shop Boys ai Brits. Picchi della cosa: la base di Paninaro sotto Go west, il nuovo singolo Love etc. , l'arrivo di Lady GaGa e Brandon Flowers che canta It's a sin come fosse la storia della sua vita:
23 settembre 2007
musica
pet shop boys - integral (2006)
Chi sono questi: Neil Tennant e Chris Lowe sono un’istituzione della musica pop, attivi dal 1984 (quando uscì una prima versione della storica West End Girls). Sono ufficilmente il duo di maggior successo della storia (più degli Wham! e di Simon & Garfunkel – e di Hall & Oates, vabbé). Oltre a fare dischi ‘normali’, hanno fatto un film (It couldn’t happen here), un musical con Jonathan Harvey (Closer to heaven) e la colonna sonora della Corazzata Potemkin (qui la mia esperienza in materia). Grazie a loro, Go west dei Village People è diventata un inno da stadio (oh eh, Paris Saint-Germain, pare) e gli inglesi sanno il significato di ‘paninaro’.

La musica: esattamente come uno se l’aspetta. Peccato che il remix usato per il video non sia granché.

Le parole: La canzone ha origine come protesta contro il piano del governo Blair di imporre una carta d’identità obbligatoria per tutti – va detto che nella nostra legislazione ciò non ha nulla di strano, ma nel diritto anglosassone è una cosa inaudita. La cosa ovviamente non si ferma qui, e la canzone rappresenta uno scenario da incubo rispetto al quale 1984 di Orwell è roba da dittatori alle prime armi. Comincia con un concetto ben adatto a qualsiasi dittatura che cerca di violare i diritti alla privacy dei cittadini (quando dicono ‘se non hai fatto nulla di male, non hai nulla da temere’ o ‘se hai qualcosa da nascondere, non dovresti nemmeno essere qui’) e delinea poi la tragica realtà (‘ci stiamo muovendo verso una situazione in cui la tua vita si riduce ad una somma di informazioni’) e alla fine si soccombe tutti ad un SISTEMA che è ormai ‘sterile’, ‘immacolato’, ‘razionale’ e ‘perfetto’. Fa paura, molta paura.

Cheremone’s corner: E’ come sparare sulla croce rossa. Li seguo ossessivo-compulsivamente dai tempi di Suburbia, li ho visti dal vivo tre volte e ho tutto, ma proprio tutto, quanto hanno pubblicato. Ho persino un ‘laserdisc’ e un ‘video cd’.

Pregnanza socio-culturale: al momento, nessuno ha tentato la rivoluzione spinto da Integral. Ma il video che sta qua sotto pare sia una cosa iper-moderna: non mi è chiarissimo come, ma usando un cellulare con camera digitale, se si riesce a leggere le schermate in bianco e nero tramite una funzione che legge i codici a barre, si accede a siti che trattano argomenti inerenti il testo della canzone. Il mio cellulare fa a mala pena le telefonate e ha la funzione ‘sveglia’, quindi non ho capito nulla di quanto ho appena scritto. Qui se ne parla un po’ meglio.

La si trova qui: nell’album Fundamental, nel dvd Cubism e nel nuovo Disco 4.

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