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18 febbraio 2011
vita scolastica
serve ancora repubblica?
Una precaria scrive a Repubblica per lamentare la sua condizione di precariato permanente (io lo faccio da anni).

A mo' di provocazione afferma di poter "dire che il latino, la letteratura e la filosofia non servono a nulla
". A me pare ovvio sia una provocazione,  più o meno originale, per sottolineare come oggi lo studio 'matto e disperatissimo' conti assai poco, a repubblica.it invece pensano che il tema della lettera sia davvero l'opportunità o meno di insegnare nelle scuole il latino (non la letteratura e la filosofia, ugualmente citate, ma solo il latino, perché a repubblica.it hanno difficoltà con più soggetti al singolare messi di seguito, evidentemente) e partono subito con il loro 'sondaggio on line' sull'opportunità di studiare 'la lingua di Cicerone' nei 'programmi scolastici'.

Complimenti, avete proprio colto il punto della questione e prestato un ottimo contributo al dibattito sul precariato.

Alla collega invece direi che stamattina ho per caso incontrato sul treno un mio ex studente e e che scoprire che il tempo trascorso insieme è stato ben speso giustifica tutti gli inciampi incontrati per strada.
4 agosto 2010
vita scolastica
si ricomincia...

Sull'orrore rappresentato dalle graduatorie, ho già scritto (qua, qua, qua e qua, tipo); quest'anno ho guadagnato due posti (non so bene perché, qualcuno davanti a me sarà morto o avrà sposato una ricca ereditiera), in maniera apparentemente indolore (l'aggiornamento delle graduatorie, con la vexata quaestio del 'pettine' dovrebbe essere a questo punto nel 2011, credo), ma tanto, visti i tagli (lo sapevate che con la Riforma Gelmini al ginassio faranno due ore in meno di Lettere? Lettere? Al Ginnasio? Due ore IN MENO? Beh, sapevatelo!), la vedo tragica uguale.

Detto questo, per sentirmi peggio, ho letto Una vita da supplente, di tale Vincenzo Brancatisano (già autore di 'saggi' sul 'metodo Di Bella'). Mi sono sentito peggio non tanto per quanto racconta (quasi tutto già vissuto sulla mia pelle), quanto per il fatto che è scritto malissimo, in maniera confusa, con un'accozzaglia di citazioni - ora prese da documenti ufficiali ora da post in forum di precari - in cui è impossibile districarsi, con miriadi di ripetizioni da una parte e dall'altra. Mi sa che il libro definitivo sul precariato nella scuola italiano non è ancora stato scritto, o comunque non è questo.
19 settembre 2009
vita scolastica
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permalink | inviato da cheremone il 19/9/2009 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
12 settembre 2009
vita scolastica
ma perché protestiamo?

Solo qualche chiarimento, il più breve possibile, sui motivi per cui l'attuale governo sta creando non pochi problemi alla scuola pubblica e a noi 'precari', visto che dai media non si capisce un granché e dal Ministero comunicano che 'tutto è risolto':

1: sono aumentate le ore dei docenti di ruolo (con, credo, conseguente aumento di stipendio). La conseguenza è che, ad esempio, un docente che prima insegnava solo latino e italiano al triennio del classico (17 ore in classe) ora insegna anche due ore al biennio (tipo 'geografia'). Basta fare due calcoli per capire che così ci sono meno insegnanti al biennio e, quindi, meno dipendenti. Questo 'taglio' (che, ripeto, non credo sia a costo zero), toglie posti di lavoro (ora 9 docenti di liceo vanno, con due ore per uno in più, a eliminare un docente di biennio) e acuisce il problema del precariato.

2: è aumentato il numero di alunni per classe. La conseguenza è, in primis, una diminuzione della qualità dell'insegnamento e della possibilità per il docente di seguire individualmente il singolo alunno; inoltre, le classi vengono smembrate, e i docenti perdono il posto. Nella mia scuola, ad esempio, non è stato avviato un quarto anno di 21 alunni, numero che, per esperienza, è più che sufficiente per svolgere un buon lavoro.

3: i suddetti tagli (operati, continuo a ripetere, non con finalità didattiche ma puramente economiche) hanno portato, ovviamente, a un vertiginoso calo del numero di precari assunti per supplenze annuali (basta notare che, pur avendo quest'anno ottenuto miracolosamente una supplenza annuale, con il punteggio dell'anno scorso – che mi permise di lavorare serenamente – quest'anno sarei rimasto a casa). Dal ministero sono arrivare tre soluzioni, una più risibile dell'altra; si è parlato di un sussidio di disoccupazione per chi quest'anno non ha ottenuto una supplenza annuale ma si sfiora il ridicolo, visto che già adesso i precari non riconfermati hanno un sussidio di disoccupazione (rimane poi il fatto che, oltre ad una qualche, vaga, stabilità economica, una supplenza annuale garantisce anche i preziosi 'punti' che fanno salire in graduatoria e che, teoricamente, dovrebbero permettere, prima o poi, di arrivare al ruolo. Non avere una supplenza annuale non è, solo, una questione di soldi). Si è poi detto che i docenti rimasti senza lavoro avranno la precedenza nelle supplenze brevi (quelle che i presidi attribuiscono se durante l'anno un docente si ammala); la cosa è risibile, visto che, verosimilmente, chi ha lavorato l'anno scorso si trova già adesso nei primi posti delle graduatorie delle singole scuole per le supplenze brevi (supplenze che, tra l'altro, sono difficilmente quantificabili, in quanto non è detto che tutti i docenti si ammaleranno di influenza suina, no?). Terza, geniale, 'idea' è quella di 'impiegare' i docenti disoccupati in altri progetti, immagino non gratis. Oltre al fatto che probabilmente questi non andranno ad ottenere i famosi 'punti', non li si potrebbe 'impiegare' per avere classi meno numerose (vedi punto 2)?

4: la riforma dei licei, che dovrebbe partire nell'anno scolastico 2010-2011, diminuisce il numero di ore di lezione, livellandole, per gli alunni, a ca. 30 ore settimanali. La conseguenza, ovvia, è meno scuola e meno docenti. Questo mentre studi internazionali (che ho ritrovato , ad esempio, qui) dimostrano chiaramente che il mondo ha bisogno di più scuola, non certo di meno scuola.

5: un'osservazione pro domo mea: ho recentemente scoperto che gli anni di precariato nella scuola pubblica (6, nel mio caso), non vengono calcolati nel computo dell'anzianità, per eventuali aumenti di stipendio nel momento in cui uno dovesse diventare di ruolo (tra una trentina d'anni, nel mio caso, stante l'attuale numero di assunti in ruolo ogni anno nella mia classe di concorso – UNO da noi). Non mi sembra carino.

2 agosto 2008
a me non sembra si parli di 'grembiuli'
Qualche chiarimento sull’argomento del giorno, quello che secondo i giornali porterà i ggiovani ad andare a scuola in grembiule; intanto si tratta di uno ‘schema di disegno di legge’, cosa che non implica esattamente una sua applicazione immediata. I punti più ‘interessanti’ (limitandomi alle scuole superiori) mi paiono essere questi:

Articolo 1: 1. Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado i saperi e le competenze relativi alla convivenza civile e alla cittadinanza sono acquisiti attraverso la disciplina denominata “Cittadinanza e Costituzione”, che è oggetto di specifica valutazione ed è inserita, rispettivamente, nell’area storico-geografica e storico-sociale. 2. Nell’ambito del monte ore complessivo già previsto per le suddette aree, alla disciplina “Cittadinanza e Costituzione” è attribuito un monte ore annuale di trentatré ore. Il che vuol dire che questa nuova materia (benemerita, per carità) prende ‘ore’ all’area di riferimento (per cui al biennio liceale si avrà un’ora di geografia o di storia in meno, e al triennio un’ora di storia o filosofia in meno). Sarebbe carino poi se il ddl dicesse se la materia si porta avanti per cinque anni, si fa solo al biennio o cosa.  Da notare poi che il ‘rispettivamente’ del primo comma non ha senso in italiano.

Articolo 2: 1 (...) nel percorso (...) del secondo ciclo, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e di partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede (...) 3. (...) la valutazione è espressa in decimi. 4. Il giudizio e la votazione sul comportamento degli studenti (...) concorrono alla valutazione complessiva dello studente e, nei casi più gravi, possono determinare, con specifica motivazione, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo e, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato del secondo ciclo, la riduzione fino ad un massimo di cinque punti del credito scolastico. Sarebbe la storia del ‘7 in condotta’; qualcuno spieghi a repubblica.it che non si prevede la possibilità di ‘rimandare’ in condotta. Qualcuno spieghi inoltre ad alcuni genitori che ‘7’ non è un bel voto di condotta, ché un paio di anni fa una madre era soddisfatta quando le dissi che il figlio rischiava il 7 (‘almeno un voto sufficiente ce l’ha!’).

Articolo 3: (...) In sintesi, rimane in vigore l’attuale disciplina sui ‘debiti’ con obbligo di recupero entro l’anno scolastico, pena la non ammissione alla classe successiva. Pensavo sarebbe stata la prima cosa a cadere, in primis per mancata copertura finanziaria dei corsi di recupero estivi.

Articolo 5 (...) 2. In attesa del riordino del sistema di reclutamento del personale docente, per garantire la continuità dell’insegnamento fino alla conclusione di ciascun ciclo di studi, i dirigenti scolastici, accertata la disponibilità del posto nell’organico di diritto o di fatto autorizzato, confermano, per un massimo di due anni scolastici, il docente a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, già in servizio nel precedente anno scolastico nella medesima sede, a condizione che rientri nel novero dei docenti aventi titolo all’assunzione a tempo determinato per il nuovo anno scolastico e che sia attribuibile la medesima tipologia di contratto dell’anno precedente. Se non ho capito male, è una bella cosa e permetterebbe al ‘precario’ di restare nella stessa scuola e non cambiare ogni anno.

Articolo 6 (...) Una ‘carta dello studente’ che sono sicuro non faranno mai, perché avrebbe un costo devastante.

Sarà che è tardi, ma non mi sembra il peggior decreto legge possibile, se non per la questione del monte orario di cui all'articolo 1.
13 luglio 2008
SOCIETA'
cose
La campagna presidenziale negli USA è simpaticamente feconda di gaffes del buon John McCain: l’altro giorno ha detto di essere contento che gli iraniani fumano molto così muoiono prima, e recentemente un suo stretto collaboratore ha detto che gli americani sono dei ‘piagnoni’, motivo per cui lo manderà per punizione a fare l’ambasciatore in Bielorussia, il che non è carino per i bielorussi.

Dall’altra parte, Jesse Jackson ha detto a bassa voce delle volgarità su Barack Obama e ha chiesto scusa.

Al turpiloquio noi siamo abituati, quindi per qualche ora c’è mancato poco dichiarassimo guerra alla Spagna ma poi le cose si sono calmate.

Non a tutti è piaciuto The Tudors (che da noi hanno sottolineato ‘scandali a corte’, che sennò non si capiva cosa fosse); non sarà peggio di questi bambini francesi che fanno musica techno, comunque. O della paventata collaborazione tra Michael Jackson e i redivivi New Kids On The Block.

Andando sul personale, io non sono particolarmente 'vecchio' e, da precario, se cambio scuola non è per scelta. Tié.

Per finire, non so quanto l’idea di un album di remix di Johnny Cash sia apprezzabile.

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